{"id":9227,"date":"2024-09-26T15:12:03","date_gmt":"2024-09-26T13:12:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.retarus.com\/blog\/it\/rcs-has-come-a-long-way\/"},"modified":"2024-10-10T13:47:29","modified_gmt":"2024-10-10T11:47:29","slug":"rcs-chi-la-dura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.retarus.com\/blog\/it\/rcs-chi-la-dura\/","title":{"rendered":"RCS: chi la dura\u2026"},"content":{"rendered":"\n
RCS \u00e8 l’acronimo di “Rich Communication Services”. Questa alternativa agli SMS\/MMS offre una moltitudine di vantaggi sia alle aziende che agli utenti privati.<\/p>\n\n\n\n
RCS<\/a> \u00e8 in fase di sviluppo gi\u00e0 da tempo. Infatti, lo standard basato su IP \u00e8 stato ideato nel 2007, mentre la prima specifica \u00e8 stata approvata dalla GSMA,<\/a> l’associazione che riunisce le aziende operative nella telefonia mobile, nel 2008. L’obiettivo era quello di mantenere i livelli di ricavi tradizionali che gli SMS assicuravano agli operatori di rete nell’era dell’Internet mobile e recuperare l’influenza perduta a causa dei servizi OTT (“Over the Top”) come WhatsApp, Facebook Messenger, Signal, ecc. A posteriori si pu\u00f2 tuttavia affermare che questa strategia non ha funzionato propriamente.<\/p>\n\n\n\n