{"id":9735,"date":"2026-07-03T10:47:30","date_gmt":"2026-07-03T08:47:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.retarus.com\/blog\/it\/direct-send-in-exchange-online-so-schuetzen-sie-ihren-ausgehenden-mail-verkehr\/"},"modified":"2026-07-07T16:20:49","modified_gmt":"2026-07-07T14:20:49","slug":"direct-send-in-exchange-online-come-proteggere-il-traffico-e-mail-in-uscita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.retarus.com\/blog\/it\/direct-send-in-exchange-online-come-proteggere-il-traffico-e-mail-in-uscita\/","title":{"rendered":"Direct Send in Exchange Online: come proteggere il traffico e-mail in uscita"},"content":{"rendered":"\n\n\n
La funzionalit\u00e0 “Direct Send” di Exchange Online \u00e8 nota da tempo. Negli ultimi tempi, tuttavia, osserviamo nuovamente, nei progetti dei nostri clienti, configurazioni che consentono flussi di posta indesiderati o non intenzionali.<\/p>\n\n\n\n
La causa \u00e8 semplice: configurazioni storiche spesso rimangono invariate per lunghi periodi e possono quindi comportare rischi in termini di sicurezza, conformit\u00e0 e controllo. Per le aziende che utilizzano Exchange Online come parte della propria infrastruttura di posta elettronica, vale quindi la pena verificare attentamente la configurazione in uso.<\/p>\n\n\n\n
Con Direct Send, i sistemi all’interno di un ambiente Microsoft 365 possono inviare e-mail direttamente tramite Exchange Online senza richiedere l’autenticazione SMTP. In origine, questa funzionalit\u00e0 era destinata a dispositivi multifunzione, applicazioni<\/a> o altri sistemi interni.<\/p>\n\n\n\n A seconda dell’architettura e della configurazione specifica di Microsoft 365, Direct Send pu\u00f2 tuttavia consentire ai messaggi di aggirare il flusso di posta previsto. In questo caso si perde il controllo sul traffico e-mail.<\/p>\n\n\n\n In base alla nostra esperienza, le seguenti misure si sono dimostrate particolarmente efficaci:<\/p>\n\n\n\n Per prima cosa, verificate se Direct Send \u00e8 realmente necessario nel vostro ambiente. In molte organizzazioni la funzionalit\u00e0 \u00e8 stata attivata in passato, ma non viene pi\u00f9 utilizzata attivamente. Se possibile, \u00e8 consigliabile limitarla o disattivarla completamente.<\/p>\n\n\n\n Una soluzione efficace consiste nel contrassegnare i messaggi legittimi all’interno di Exchange Online con un’intestazione (header) personalizzata e verificarne la presenza prima dell’invio.<\/p>\n\n\n\n A tal fine, una regola di trasporto pu\u00f2 aggiungere un header contenente un valore “segreto”. Una regola di policy successiva verifica quindi la presenza di tale header. I messaggi privi dell’header modificato possono inizialmente essere monitorati e, successivamente, se necessario, bloccati o inoltrati separatamente tramite regole.<\/p>\n\n\n\n In alternativa al controllo dell’header, \u00e8 possibile utilizzare anche il Microsoft Tenant ID presente negli header di Exchange come elemento di autenticazione.<\/p>\n\n\n\n In questo caso viene verificato che i messaggi in uscita contengano l’identificatore del tenant previsto. Anche in questo scenario, i messaggi che non superano il controllo possono essere monitorati, bloccati o inoltrati in base ai requisiti di sicurezza.<\/p>\n\n\n\n Prima di adottare misure cos\u00ec drastiche, \u00e8 consigliabile monitorare inizialmente i messaggi potenzialmente interessati.<\/p>\n\n\n\n Ad esempio, una regola di policy pu\u00f2 inoltrare inizialmente i messaggi sospetti tramite copia conoscenza nascosta (BCC) a una casella di posta dedicata. In questo modo \u00e8 possibile verificare se e con quale frequenza si verificano messaggi inviati tramite Direct Send, senza compromettere l’operativit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n Una volta raccolte informazioni sufficienti attraverso il monitoraggio, \u00e8 possibile attivare le regole descritte in precedenza.<\/p>\n\n\n\n La questione di Direct Send dimostra ancora una volta che una infrastruttura e-mail sicura va ben oltre i tradizionali filtri antispam e antimalware. Soprattutto negli ambienti enterprise ibridi e basati sul cloud, un flusso di posta continuo e controllato \u00e8 fondamentale.<\/p>\n\n\n\n Oltre a verificare regolarmente Direct Send, le aziende dovrebbero quindi valutare costantemente l’intera configurazione di Exchange Online e assicurarsi che solo i messaggi autorizzati utilizzino i percorsi di comunicazione previsti.<\/p>\n\n\n\n La problematica di Direct Send si inserisce in una serie di discussioni attuali riguardanti Exchange Online. Un altro esempio \u00e8 la cosiddetta problematica dei Ghost Sender<\/a>, nella quale, in determinate condizioni, possono verificarsi flussi di posta indesiderati.<\/p>\n\n\n\nCome ridurre il rischio<\/h2>\n\n\n\n
1. Verificare e limitare Direct Send<\/h3>\n\n\n\n
2. Contrassegnare chiaramente i messaggi<\/h3>\n\n\n\n
3. In alternativa, verificare il Tenant ID di Microsoft<\/h3>\n\n\n\n
4. Creare innanzitutto trasparenza<\/h3>\n\n\n\n
La sicurezza della posta elettronica enterprise non si ferma al gateway<\/h2>\n\n\n\n
Argomento correlato: Ghost Sender in Exchange Online<\/h2>\n\n\n\n
Supporto per scenari complessi di mail flow<\/h2>\n\n\n\n