{"id":9760,"date":"2026-07-21T12:47:21","date_gmt":"2026-07-21T10:47:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.retarus.com\/blog\/it\/spam-ist-was-stoert-warum-endnutzer-immer-das-letzte-wort-haben-sollten\/"},"modified":"2026-07-22T11:25:13","modified_gmt":"2026-07-22T09:25:13","slug":"lo-spam-e-cio-che-da-fastidio-perche-gli-utenti-finali-dovrebbero-avere-sempre-lultima-parola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.retarus.com\/blog\/it\/lo-spam-e-cio-che-da-fastidio-perche-gli-utenti-finali-dovrebbero-avere-sempre-lultima-parola\/","title":{"rendered":"Lo spam \u00e8 ci\u00f2 che d\u00e0 fastidio: perch\u00e9 gli utenti finali dovrebbero avere sempre l’ultima parola"},"content":{"rendered":"\n
A prima vista la domanda sembra semplice: che cos’\u00e8 esattamente lo spam? Chiunque si occupi di sicurezza della posta elettronica sa per\u00f2 che la risposta \u00e8 tutt’altro che univoca e che pu\u00f2 facilmente assumere una dimensione quasi filosofica. Oggi ransomware, phishing ed e-mail fraudolente possono essere identificati con grande affidabilit\u00e0 grazie agli algoritmi pi\u00f9 moderni. La situazione si complica invece quando si ha a che fare con messaggi perfettamente legittimi dal punto di vista tecnico e giuridico, ma che il destinatario considera comunque fastidiosi.<\/p>\n\n\n\n
\u00c8 proprio qui che inizia la zona grigia tra lo spam tradizionale e quella che, come suggerisce il nome stesso, viene definita greymail<\/strong>. Vale a dire newsletter, e-mail di marketing o altri invii di massa ai quali gli utenti si sono iscritti volontariamente e nel pieno rispetto della normativa, ma che nel tempo hanno perso interesse o vengono addirittura percepiti come indesiderati.<\/p>\n\n\n\n Nel corso degli anni abbiamo affrontato questa stessa domanda con clienti appartenenti ai settori pi\u00f9 diversi. Il risultato \u00e8 stato sorprendentemente chiaro: per gli utenti finali lo spam non coincide necessariamente con una definizione tecnica. Lo spam \u00e8 piuttosto tutto ci\u00f2 che viene percepito come “fastidioso” nella quotidianit\u00e0 lavorativa e nella propria casella di posta.<\/p>\n\n\n\n Per i reparti IT questo rappresenta un vero dilemma. Da un lato desiderano ridurre al minimo il numero di e-mail indesiderate che raggiungono la posta in arrivo; dall’altro, nessuno vuole bloccare accidentalmente comunicazioni del tutto legittime.<\/p>\n\n\n\n Sulla base di questa esperienza, Retarus adotta da molti anni un approccio diverso. Oltre alle tradizionali categorie Spam<\/strong> e Threats<\/strong>, Retarus Email Security<\/a> <\/strong>offre una categoria aggiuntiva: Newsletter<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n Questo comporta numerosi vantaggi. Gli utenti finali possono riconoscere immediatamente quali messaggi sono stati classificati come greymail<\/strong>. Sia nella quarantena online accessibile tramite browser sia nel report giornaliero Email Security Report<\/strong> (“Digest”), questi messaggi vengono visualizzati in modo trasparente all’interno di una categoria dedicata (vedi screenshot).<\/p>\n\n\n\nLa pratica dimostra che lo spam \u00e8 spesso una percezione soggettiva<\/h2>\n\n\n\n
La categorizzazione fa la differenza<\/h2>\n\n\n\n
